Ducati_750_Imola

MOTO D’EPOCA: Ducati 750 Imola

La Ducati 750 Imola Desmo era una moto da corsa prodotta dalla casa bolognese nel 1972 e fu grazie a questo modello (al debutto) che Paul Smart vinse la 200 Miglia di Imola.

Essa rappresenta quindi il primo vincente approccio della Ducati al mondo delle competizioni.

Due anni prima, l’ingegner Fabio Taglioni, aveva disegnato il primo propulsore bicilindrico a V e, in quello stesso anno (1970), la Ducati decise di approntare un prototipo per le competizioni grazie a un motore di 750c.c. di cilindrata.

I primi modelli (denominati 750 GT) con questa cilindrata, uscirono dalla fabbrica l’anno successivo ma i risultati in gara stentavano ad arrivare principalmente a causa di difetti relativi al cambio e all’accensione. I piazzamenti migliori furono conquistati da Phil Read (secondo posto al Gran Premio di Sanremo e quarto posto al Gran Premio delle Nazioni di Monza).

Per competere nella Formula 750, Mike Hailwood testò un telaio prodotto dal famoso telaista inglese Colin Seeley, ma alla fine decise di non usare questo componente perchè non assicurava alla moto una giusta maneggevolezza.

Fu quindi Taglioni stesso che disegnò e produsse un nuovo telaio, adottando però alcune soluzioni progettate da Seeley. Questo telaio, più robusto e indicato per il potente propulsore bicilindrico, fu adottato per la Imola.

La Ducati approntò a tempo di record 8 moto per correre la prima 200 Miglia della storia affidandole a Paul Smart, Ermanno Giuliano, Bruno Spaggiari e Alan Dunscombe.

La gara vide due Ducati posizionate al primo e secondo posto, rispettivamente con Smart e Spaggiari e questa ottima prestazione assicurò un eccezionale ritorno pubblicitario per la casa bolognese.

Il telaio di questo modello fu riutilizzato per la Ducati 750 Super Sport del 1974 e, nel 2005, la Ducati commercializzò la Paul Smart 1000 Limited Edition che richiamava la linea e il fascino della 750 Imola.

Analizziamo i dettagli tecnici….

Il propulsore è il classico bicilindrico a L 4 tempi con distribuzione desmodromica e due valvole per cilindro di 747.95cc di cilindrata alimentato da due carburatori Dell’Orto da 40mm che sprigionava una potenza di oltre 80Cv a 9000giri/minuto permettendo alla moto di raggiungere i 250Km/h.

Il cambio aveva 5 rapporti, la frizione era multidisco in bagno d’olio e la trasmissione finale a catena.

La ciclistica era composta da un telaio doppia culla in tubi d’acciaio mentre le sospensioni comprendevano una forcella Marzocchi e un forcellone oscillante supportato da due ammortizzatori laterali prodotti dalla Ceriani. I freni erano entrambi a disco.

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