I VOSTRI RESTAURI: YAMAHA 600 Scrambler (a cura di Franco Torcianti)
Il mio guaio è che ho diversi amici meccanici che prima di chiamare il rottamatore, chiamano me.
In principio c’era una Yamaha xt 600 del 2002, con pochissimi km, ma incidentata di brutto tanto da essere destinata alla rottamazione.
La prendo, la libero di tutti i pezzi di plastica: resta solo il telaio (storto) il motore e le ruote (quella davanti staccata dato che la forcella è spezzata in due).
Qui il progetto è diverso: realizzare una scrambler che rimandi alle moto inglesi degli anni ’60 e alla xt 500, tutta rigorosamente in metallo e cuoio.
Inizio questa avventura senza alcuna esperenzia sui tipi di lavorazione che mi aspettano.
Studio, sfoticchio, rompo in giro e poi inizio dalla costruzione degli attrezzi (ruota inglese e piccolo maglietto pneumatico). La pressa idraulica c’è già. Per i parafanghi uso l’alluminio cotto, un po’ di spreco per capire come funziona la ruota inglese ed il maglietto; poi alla fine qualcosa di decente viene fuori.
Per il serbatoio uso lamiera dolce, faccio lo stampo in legno in due valve e poi per la prima volta in vita mia stampo con la mia pressetta. Ovviamente segue un bel lavoro di lisciatura e raccordatura dei pezzi e infine saldatura.
Il guaio del serbatoio è che deve tenere la benzina e qui non c’è saldatura domestica che tenga ,salvo forse il TIG che io non ho. Fortuna che c’è il sigillante epossidrico!
Anche per le borse fondi in alluminio stampati e vero cuoio lavorato in casa. Le foto che allego mostrano varie fasi del lavoro compresi i modelli in legno usati per i fianchetti laterali.
Alla fine mi pare che il risultato sia decente considerato che è la prima volta con il metallo e il cuoio.
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Sig. Torcianti, il risultato non è solo decente ma molto di più! Ha realizzato una bellissima motocicletta con una linea azzeccatissima e pulita e una cura maniacale nei particolari. L’accoppiamento di metallo e cuoio è perfetto e il risultato è una moto esclusiva e accattivante anche ai giorni nostri.
La ringrazio per il materiale e ricordo il suo sito http://www.francotorcianti.it/ dove tutti i lettori di Moto d’epoca facile potranno ammirare le sue opere artistiche e motociclistiche.
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