I VOSTRI RESTAURI: NSU RENNMAX Ri-costruzione (a cura di Franco Torcianti)
Questo non è un vero e proprio restauro ma si tratta di una special costruita ispirandosi a una regina delle moto da corsa d’epoca, la NSU Rennmax. Molti “puristi” potrebbero storcere il naso davanti a questa realizzazione ma ho voluto darle il giusto risalto per evidenziare la passione e la bravura del sig. Torcianti.
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NSU RENNMAX Ri-costruzione.
Come dicevo il restauro della Max mi ha costretto a documentarmi su questo marchio e così ho approfondito anche i modelli da corsa Sportmax e Rennmax. Nello stesso periodo un mio amico meccanico si doveva liberare di una Aprilia Futura rottamata e di una Yamaha xt 600. Il tutto a costo zero.Non per taccagneria, ma quando si tratta di recuperare quello che gli altri buttano,io non mi so trattenere.
Combinando il fascino della Rennmax, i due rottami e la moda delle supermono, mi son detto: mi faccio una super mono in stile retrò.
Fissata la forma esteriore con alcuni schizzi insieme a Giovanni Mazzieri è iniziato il non semplice lavoro d‘inserimento del motore nel telaio.
Primo problema: l’Aprilia ha la catena a destra mentre la Yamaha a sx. Sarebbe stato semplice se il forcellone non fosse stato monobraccio. Problema brillantemente superato come si vede!
A quel punto è iniziata la parte creativa: dato che avevo previsto di realizzare i componenti in vtr, inizia la modellatura su polistirolo del serbatoio,carena sella ecc..
Quindi realizzazione dei contro stampi e infine stampaggio finale.
Dato che devo realizzare un solo emplare, faccio degli stampi non eccessivamente curati: va bene divertrsi,ma lavorare stanca!!
Prima della verniciatura finale viene fatto un assemblaggio provvisorio per un primo collaudo. Gli amici più benevoli dicevano che se mai fosse partita, mai sarebbe andata dritta e quindi sarei finito nella vigna dietro casa. Invece la moto parte subito, va drittissima e massimo del c. ha una maneggevolezza impressionante.
Smontaggio del tutto, vericiatura, scritte realizzate all’aerografo e incisione diretta su alluminio del marchio per il serbatoio. Solo la sella in pelle è cucita dall’amico tappezziere (e questo giusto perchè non c’è in casa la macchina da cucire per la pelle).
Richiamo l’attenzione sul contagiri già Gilera trasformato in Smits/NSU, sulla scitta Rennmax incisa sul cupolino, il tappo serbatoio dal pieno e inciso, le decal che riprendono marchi di olio d’epoca.
In conclusione, il principio di base del mio operare su questo genere di moto è: partire da quel che si trova a costo zero (o quasi), usare tutti quei componenti che già sono in casa e non buttare mai nulla. Insomma niente si butta tutto si ripara e si riutilizza.
Certo che così il garage diventa come la grotta di Alì Babà. Insomma no assoluto ai componenti speciali (certo bellissimi!) in vendita, ma spazio alle parti speciali e uniche homemade.
E’ ovvio che lo scopo di questi miei lavori non è mai la performance.
E’ stato un lavoro lungo e con non pochi problemi (circa 3 anni ovviamente non a tempo pieno),m i ha aiutato l’esperienza di artista e la dimestichezza con la vtr.
Fondamentale l’apporto di Giovanni Mazzieri. Le foto danno una sommaria idea dei vari passaggi. Mi resta solo di trovare una piccola pista per provarla un pò più seriamente.
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