BSA_B44_victor

MOTO D’EPOCA: BSA 441 Victor

La B44 441 Victor era una moto da enduro prodotta dalla BSA dal 1966.

La decisione di commercializzare questo modello fu presa per sfruttare il ritorno commerciale delle vittorie dei due campionati del mondo enduro ad opera di Jeff Smith proprio in sella ad una BSA.

Ovviamente la moto messa in vendita era molto diversa dal modello da gara per via delle raffinatissime (e costosissime) soluzioni tecniche adottate che non potevano essere riportate sulla produzione di serie.

Dalla moto ufficiale, la 441 Victory aveva in comune l’aspetto ma, purtroppo, le similitudini finiscono qui dato che non ereditò le sue carti vincenti che erano affidabilità, leggerezza e maneggevolezza.

Le sospensioni erano di scarsa qualità tanto da richiedere frequenti sostituzioni dei paraoli e delle molle (che si snervavano facilmente) ma soprattutto, derivavano da quelle montate sui modelli stradali con ovvie difficoltà di “adattamento” sui percorsi fuoristradistici. Basti pensare che le sospensioni posteriori Girlings erano talmente inadeguate che la loro vita operativa era di poche ore.

L’avviamento era molto difficoltoso tanto che la BSA fu costretta a montare un alzavalvola per semplificare l’operazione ma nacquero nuovi problemi dovuti alla scarsissima qualità costruttiva e di progettazione di questo potenzialmente utilissimo componente.

Anche l’impianto elettrico era totalmente inaffidabile, l’alternatore riusciva a rompersi con una facilità spaventosa.

Un altro problema era causato dalla scarsa qualità del carburatore, Amal, che perdeva spesso pezzi a causa delle vibrazioni ma la cosa peggiore era che questi pezzi venivano aspirati dal motore con conseguenze immaginabilissime.

Il propulsore era molto potente ma il telaio era sottodimensionato tanto da flettere, vibrare e rendere la moto inguidabile.

Il cortissimo interasse peggiorava la situazione anche alle alte velocità, donando alla moto una risposta nervosa ai comandi del pilota. Sintomo di queste carenze ciclistica fu la nascita di un notevole mercato parallelo di componentistica aftermarket che cercava di sopperirvi.

Per riuscire a guidarla in maniera appena soddisfacente bisognava quindi “svenarsi” mettendo in preventivo un cambio di forcellone, ammortizzatori posteriori, forcella, telaietti, insomma tutto.

L’unica nota positiva di questa moto era quindi l’aspetto. Gli accostamenti cromatici, la linea, gli grossi pneumatici e l’abbondanza di cromature donavano alla B44 un aspetto riuscitissimo.

Questo modello fu prodotto per soli 4 anni eliminato dai suoi troppi difetti e dalla sempre più incalzante avanzata dei prodotti giapponesi.

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