Guzzi_v8

TECNICA: MOTO GUZZI V8 Gran Prix

Il V8 era un propulsore creato dalla Moto Guzzi grazie al progetto dell’ingegner Giulio Cesare Carcano nel 1954.

Al progetto parteciparono anche Enrico Cantoni, Umberto Todero, Ken Kavanagh e Fergus Anderson.

Come si capisce dallo stesso nome, esso aveva 8 cilindri a V di 90°. La cilindrata era di 500c.c. (62c.c. per cilindro) ed aveva 2 valvole per cilindro e due alberi a cammes per ogni bancata di cilindri.

Il raffreddamento era a liquido, la distribuzione ad ingranaggi (che muovevano anche la pompa dell’acqua e quella dell’olio) mentre il cambio aveva 6 marce e la frizione era multidisco a secco. Il peso totale del propulsore era di 45Kg.

I problemi di questo motore risiedevano tutti nella sua affidabilità. Era un progetto evolutissimo ma purtroppo, in quegli anni, la tecnica dei materiali non era progredita allo stesso modo e la notevole potenza (ben 78Cv) metteva in crisi la struttura stessa del propulsore. Numerosi erano infatti gli alberi motore spezzati, oppure problemi relativi al surriscaldamento così come le grippate.

Inoltre il poderoso V8 era troppo surdimensionato per la ciclistica, i pneumatici e i freni dell’epoca, e per questo motivo era poco sfruttabile oltre che pericolosissima da guidare.

In ogni modo la moto aveva delle prestazioni straordinarie, una velocità massima di quasi 290Km/h che gli permise di migliorare molti record mondiali di velocità e di accelerazione.

Il telaio in cui venne montata questa unità incorporava il serbatoio dell’acqua e quello dell’olio nel trave superiore della doppia culla.

Questa soluzione fu adottata anche perchè il propulsore occupava molto spazio e riuscire a posizionare tutte le componenti della moto era un vero problema anche perchè la moto era dotata di una carenatura molto rastremata realizzata sia per una questione aerodinamica sia per poter convogliare quanta più aria possibile al suo interno per raffreddare al meglio il motore.

Questo motore fu costruito fino al 1957, quindi per soli 3 anni, ma fu di tale importanza per l’ingegneria motociclistica che la moto da esso equipaggiata è annoverata tra le 10 moto che più hanno fatto la storia della motocicletta.

Attualmente, due soli esemplari autentici di questo propulsore sono esposti dalla Moto Guzzi nel suo Museo di Mandello.

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