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MOTO D’EPOCA: DUCATI 750 SS

Credo che questa sia senza dubbio una delle mie moto preferite in assoluto.

Parlo della bellissima Ducati 750 SS (Super Sport), moto prodotta dalla casa di Borgo Panigale a partire dal 1973.

La moto ebbe da subito un grandissimo successo, grazie anche ai primi due posti in classifica ottenuti nella prima edizione della 200 Miglia di Imola di due esemplari guidati da Paul Smart e Bruno Spiaggiari.

Essendo quella gara riservata a moto derivate di serie, la Ducati fu “costretta” a venderne una replica stradale e la moto fu prodotta in circa 1000 esemplari.

Possiamo però dire che la casa non si risparmiò nella commercializzazione di questa moto. La componentistica era di prim’ordine, sospensioni, freni, motore preparato dalla casa madre, tutto era dedicato al mondo delle corse e la 750 SS divenne subito una delle moto più raffinate e ricercate presenti in commercio.

Il propulsore era un “ibrido”, infatti era un “carter tondi” su cui vennero montate teste dotate di distribuzione desmodromica e derivava di fatto dalla GT 750.

Il suo schema era il classico bicilindrico Ducati con cilindri disposti ad “L” raffreddati ad aria ed una cilindrata di 748c.c.. L’alimentazione veniva garantita da due grossi carburatori Dell’Orto da 40mm e la distribuzione era di tipo desmodromico. La potenza sviluppata era di 73Cv a 9600 giri/minuto mentre la velocità massima era di circa 220Km/h.

Rispetto al propulsore dal quale dervivava, il lavoro di preparazione di questa unità prevedeva interventi alla distribuzione, all’alimentazione e all’imbiellaggio dove tutte le componenti venivano alleggerite, irrobustite, lucidate ed ottimizzate nel loro funzionamento.

Il cambio aveva 5 rapporti con una frizione multidisco in bagno d’olio mentre la trasmissione finale era a catena.

Il telaio era una culla aperta in tubi d’acciaio derivante dal 750 Sport con il propulsore che costituiva una parte stressata della struttura. La ciclistica prevedeva ancora una forcella teleidraulica e un forcellone oscillante dotato di due ammortizzatori laterali mentre i freni erano costituiti da un tamburo al posteriore e un doppio disco all’anteriore.

La bellezza di questa moto sta anche nella sua colorazione grigia/azzurrina che riprendeva fedelmente la livrea delle vittoriose moto ufficiali. Da segnalare il serbatoio realizzato in vetroresina con una parte non verniciata che permetteva così di ispezionare il livello del carburante…una vera chicca di puro sapore racing!

La sua produzione terminò nel 1977 quando fu affiancata (nel ’75) e quindi sostituita dalla sorella maggiore, la 900 SS, ma il suo fascino rimane scolpito nella storia della motocicletta italiana.

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