IMG_0018

I VOSTRI RESTAURI: GILERA 300 bicilindrica (a cura di Renato Paganini)

Si tratta di una prima serie, riconoscibile dal prefisso “193” su telaio e motore – pare che sia stata costruita in soli 250 esemplari prima di passare alla seconda serie che presentava già qualche modifica.

Lo stato in cui è stata recuperata non è certo dei più incoraggianti ma il restauro è sicuramente fattibile.

  • Motore ovviamente bloccato
  • Cerchione anteriore non originale – dovrebbe essere in alluminio come quello posteriore – ma mozzo ruota fortunatamente originale, infatti è una delle caratteristiche che contraddistinguono la prima serie di questa moto, dalla successiva il mozzo verrà ingrandito per ovviare ai problemi evidenziati in frenata.
  • Serbatoio e quel che resta di sella e marmitte non sono originali
  • Anche il manubrio basso ed il tromboncino di aspirazione fanno pensare a qualche “rimaneggiamento” d’epoca.

In definitiva, secondo i “sacri testi“, la moto dovrebbe avere questo aspetto :

Tanto è vero che questa foto la si ritrova anche nell’articolo a lei dedicato comparso sul numero speciale della rivista Motociclismo del 25 Novembre 1954 :

Prime verifiche “sotto il vestito”

Lo spettacolo apparso una volta smontate le due testate era raccapricciante: nei cilindri c’erano addirittura le ragnatele, oltre a stratificazioni di ossido che rendono praticamente irrecuperabile quello di destra, troppo scavato dalla ruggine.

I pistoni erano tenacemente bloccati, ed una volta estratti si sono visti chiaramente i segni delle “calde” a cui erano soggetti durante il funzionamento: un altro dei problemi evidenziati da questa prima serie era proprio l’eccessivo surriscaldamento dovuto all’insufficiente alettatura dei cilindri.

A giudicare dal colore dell’olio ancora presente nel carter si capisce che i cambi d’olio non erano proprio il pezzo forte del vecchio proprietario.

Direi che quello che c’è dentro al motore è più simile al catrame che non all’olio !

Un problema…..

La bronzina dell’albero a camme (lato dinamo) aveva preso del gioco nel suo alloggiamento nel carter destro e questo ha comportato, durante gli ultimi periodi in cui questa moto era stata usata, la sua parziale fuoriuscita dalla sede.

La conseguenza di questo spostamento è stata il parziale impuntamento della punteria della valvola di scarico del cilindro di destra, che oltretutto ha comportato anche una forte usura del bordo della bronzina sotto l’azione della punteria stessa, spinta verso il basso dalla molla della valvola.

Come si vede dalle foto qui sotto, la punteria non riusciva più a tornare ad appoggiarsi sull’albero a camme e questo significa che la corrispondente valvola restava parzialmente aperta. Praticamente nei suoi ultimi periodi di funzionamento questo motore non aveva più compressione sul cilindro di destra – che sia stata proprio questa la motivazione per cui la moto era stata abbandonata ?

  • La bronzina è stata rifatta presso un’officina specializzata
  • Tutti i pezzi sono stati lavati e ripuliti.
  • Tutti i cuscinetti a sfere ed i paraolio sono stati sostituiti con altrettanti nuovi reperiti presso  un comune negozio di ricambi-auto
  • I carter e i gruppi termici sono stati sabbiati.
  • I pistoni e le fasce sono stati sostituiti.
  • Il cilindro sinistro, recuperabile, è stato solo alesato mentre il destro, più malridotto, è stato “incamiciato
  • La serie completa delle guarnizioni è stata acquistata al solito mercatino
  • Al mercatino sono anche state acquistate le marmitte complete di collettori, che vengono replicate pari alle originali.

Notare l’ingranaggio originale dell’albero a camme realizzato in textolite, nelle versioni successive questo componente sarà realizzato in teflon (di colore bianco).

27/07/2006

Il motore è stato riassemblato e fissato su una staffa per poterlo provare.

Collegato ad un serbatoio di fortuna ed una batteria caricata a priori.

Il risultato ? ……. fuoco e fiamme !!!

Visto che il motore gira, e messa a posto la fase gira anche bene, non sfiamma più in modo così esagerato e tiene anche un bel minimo regolare, si può passare alla ciclistica.

Gli ammortizzatori posteriori non sono proprio messi bene, ma essendo gli Sturcher originali vale la pena tentare il recupero. Gli involucri inferiori che reggono e ricoprono la molla sono in condizioni disastrose. Data la mancanza di un pezzo di ricambio accettabile tra i miei averi e la lontananza del prossimo mercatino, ho deciso di tentare la realizzazione “casereccia” dei due pezzi.

Stato in cui si trovano

Materiale occorrente

Prodotto finito

Il tubo da un fabbro mi è costato 3 € (era lungo quasi un metro e non ha voluto tagliarlo) e le due rondelle dal ferramenta solo pochi centesimi.

Ho tagliato dal tubo due pezzi di circa 15 cm, ho saldato le rondelle in testa ai due pezzi e poi ho tornito il tutto.

Non sto a dilungarmi sulle ore passate davanti al tornio…… meglio stendere un velo pietoso !  (non sono un gran tornitore, devo ammetterlo)

Meglio di così non riesco a fare, i pezzi hanno le dimensioni esterne e la forma rispondente agli originali, che però essendo di lamiera erano più sottili, mentre i miei sono un po’ più spessi, vorrà dire che resisteranno meglio alla ruggine degli anni futuri. Adesso vanno soltanto mandati al cromatore assieme a tutto il resto.

23 Dicembre 2006 – si riparte !

Un po’ di informazioni sull’avanzamento dei lavori…..

23/12/2006 – vengono rimontati sul telaio il motore, il cavalletto, il forcellone posteriore con gli ammortizzatori e il canotto di sterzo con le due piastre di supporto delle forcelle.

Pausa Natalizia……(Buone Feste !)

27/12/2006

Una fase che di certo non è molto entusiasmante è la “raggiatura” dei cerchi….. questo è quasi finito !

03/01/2007

05/01/2007

28/01/2007 – FINITA!!!

——————

Ringrazio il sig. Renato Paganini(per conttattarlo: www.rpw.it) per il materiale del suo meraviglioso lavoro.

4 thoughts on “I VOSTRI RESTAURI: GILERA 300 bicilindrica (a cura di Renato Paganini)

  • Salvy Marino

    Meraviglioso restauro della Gilera 300, al restauratore vanno i miei complimenti vivissimi. Mi permetto di suggerire un consiglio: è meglio non avviare mai i motori senza silenziatori poichè a volte si possono bruciare le valvole.
    Cordiali saluti, Salvy.

    Rispondi
  • michael santhers

    quanta pazienza e arte per dar vita a un rudere del genere
    sei un artista…complimenti michael santhers

    Rispondi
  • enzo curto

    Beh, mi associo anch’io ai doverosi complimenti: è praticamente perfetta! Direi che il Sig. Renato è un vero artista del settore! Saluti. Enzo

    Rispondi
  • giancarlo

    complimenti è proprio un bel restauro, ne tengo una uguale bel 1957,funzionante,doc.ok.pronta x passaggio. telaio e motore stessa matricola.vorrei venderla ma non saprei a che prezzo. chi mi sà dire il valore?? grazie giancarlo dà cremona

    Rispondi

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *