Bianchi_Aquilotto

MOTO D’EPOCA: BIANCHI Aquilotto

Questo ciclomotore nacque in un periodo, il 1950, dove grazie alla ripresa del dopoguerra si manifestò una grandissima richiesta di mezzi economici e semplici da usare che davano un nuovo impulso alla mobilità necessaria del popolo.

La Bianchi presentò così il suo modello, l’Aquilotto, che univa la sua affidabilità ad una robustezza ed eleganza che gli garantirono un notevole successo di vendite.

Sostanzialmente era una bicicletta con un telaio irrobustito e una forcella ben dimensionata in grado di rendere più comoda la guida sulle strade dell’epoca.

In ogni modo, l’aspetto ricordava quello di una piccola motocicletta grazie alla posizione del motore, del serbatoio, del faro e alla presenza della forcella a parallelogramma.

Il motore era un’unità 2 tempi di 45,2c.c. di cilindrata raffreddato ad aria con trasmissione finale a rullo che agiva direttamente sulla ruota posteriore. Si poteva, tramite una lunga leva che arrivava alla sella, solo allontanare il rullo dal pneumatico per “mettere in folle” il ciclomotore.

La potenza era modesta, circa 0,8Cv, ma riusciva, grazie anche al ridottissimo peso(poco più di 30Kg), di portare l’Aquilotto ad una velocità di 40Km/h.

In ogni modo la presenza dei pedali riusciva a far superare anche le salite più ripide e difficoltose.

Il ciclomotore era prodotto in due versioni, una maschile e l’altra femminile e tra le due era diverso il telaio e il comando dell’acceleratore.

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