Ariel_Square_Four

MOTO D’EPOCA: ARIEL Square Four 4F

La Square Four 4F era una moto costruita alla fine degli anni ’20 dalla Ariel.

Anche se dall’immagine non si direbbe, il propulsore era un quattro cilindri!

L’insolita architettura di questo motore ha il suo motivo. In quegli anni, alloggiare un 4 cilindri in un telaio motociclistico rappresentava un grosso problema per i progettisti in quanto montandolo in senso longitudinale nasceva il problema di avere una moto con un interasse troppo lungo che pregiudicava la guidabilità mentre, montandolo trasversalmente, si otteneva un veicolo troppo largo.

La “brillante” idea venne però in mente ad un progettista londinese, Edward Turner, che decise di disporre i cilindri a due a due, una coppia davanti all’altra.

Inizialmente il suo progetto era giusto uno schemino disegnato su un pezzetto di carta con cui girò per diverse case motociclistiche proponendo la sua idea. Dopo aver quasi concluso un accordo con BSA riuscì a proporre il tutto alla Ariel che decise di approfondire e dare una forma concreta all’idea.

Diedero così un ufficio ad Edward Turner, gli affiancarono un giovane progettista (Bert Hopwood che poi ebbe una notevole carriera come progettista/designer) e gli chiesero di sviluppare il tutto.

Il risultato fu la Ariel Square Four 500, presentata all’Olympia Motor Cycle Show del 1930.

Il propulsore fu montato nello stesso telaio di una monocilindrica che avevano già in listino.

Quasi immediatamente, la moto fu sostituita da una versione di 600c.c. anche per venire incontro alle richieste del mercato che necessitava di moto più potenti, specie se abbinate ad un sidecar, all’epoca molto diffusi.

Gli alberi motore erano due con la trasmissione primaria collegata a quello posteriore mentre la distribuzione era comandata da una catena posta sulla destra.

I problemi congeniti di questa moto riguardavano i problemi di spazio per la distribuzione ma soprattutto la non uniforme distribuzione del calore che veniva mal dissipato, specialmente dalla parte posteriore della grossa testa.

Il cambio era un’unità Burman a comando manuale ed aveva 4 rapporti.

Il telaio era un culla aperta in tubi d’acciaio con sospensione anteriore a parallelogramma e rigida al posteriore.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *