Ducati_Pantah

MOTO D’EPOCA: DUCATI Pantah 500

Intorno alla metà degli anni ’70, il grande Ing. Taglioni decise di progettare un nuovo motore che avrebbe poi equipaggiato, in tutte le sue varianti ed evoluzioni, praticamente TUTTI i modelli fino ai giorni d’oggi.


Questo propulsore, così come lo conosciamo oggi, era un bicilindrico ad “L” di 90° con distribuzione desmodromica ed una cilindrata iniziale di 500c.c.

Attorno a questo motore fu sviluppata una ciclistica dedicata alla pista e alle competizioni mentre le linee estetiche furono descritte dalla penna di Marco Cuppini.

Nacque così la Pantah 500, moto presentata ufficialmente nel 1977 al Salone di Milano e messa in vendita quasi due anni dopo.

La moto era caratterizzata dalle sue linee particolari e dal suo motore, un “pompone” dotato di un’ottima potenza e da un rombo inconfondibile.

Grazie alla ciclistica rigorosissima e al suo motore, questa moto divenne un punto di riferimento per tutta la produzione mondiale, giapponesi in primis, che non riuscivano ad eguagliare le prestazioni della moto bolognese.

Il telaio, unito alle sospensioni di alto livello e a dei freni avveniristici, permettevano una guida formidabile specie su percorsi misto-veloci e, ovviamente, in pista, visto che nasceva per essa.

Fu prodotta fino al 1984 in quasi 9000 esemplari ma fu la scintilla che fece esplodere la produzione di moto Ducati fino ai giorni d’oggi.

Una moto-mito, ricercata ancora oggi da appassionati di tutto il mondo.

Analizziamone le caratteristiche tecniche.

Il motore era un bicilindrico a L di 499c.c. raffreddato ad aria con distribuzione desmodromica a due valvole per cilindro comandata da cinghie. La potenza sviluppata era di 45Cv a 9500giri/minuto.

Il cambio era a 5 rapporti, la frizione multidisco in bagno d’olio e la trasmissione finale a catena.

Il telaio era costituito da un traliccio in tubi d’acciaio mentre le sospensioni erano composte da una forcella teleidraulica Marzocchi e da un forcellone oscillante coadiuvato da due ammortizzatori regolabili a gas prodotti dalla stessa casa. Freni a disco (3 in totale) della Brembo con comando idraulico.

Il peso era di circa 180Kg e la velocità massima era di oltre 220Km/h.

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