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IL RESTAURO DELLE MOTO D’EPOCA: Parte III

III PARTE

Lo smontaggio delle parti

La prima cosa da smontare è l’impianto elettrico, procedete con cura e come consigliato nella II Parte fotografate tutte le fasi in tutti i particolari.

Armatevi di nastro di carta e penna ed etichettate tutti i connettori che andrete a sganciare così da essere sicuri di rimettere le cose a posto durante il rimontaggio.

Una volta estratto tutto l’impianto esaminate tutti i fili alla ricerca di cavi spellati o spezzati.

Con un tester assicuratevi che ci sia passaggio di corrente senza interruzioni od assorbimenti anomali e, nel caso di problemi, siate pronti a ricostruire le parti danneggiate.

Tutti i connettori e i contatti vanno ripuliti per assicurare che non ci siano tracce di sporco o di ossido che potrebbero causare anomalie nel funzionamento. Una spruzzata di WD40 garantirà una protezione in più.

Continuate con lo smontaggio di tutte le sovrastrutture di carrozzeria poi passate alle sospensioni da cui smonterete le ruote quindi separate il motore dal telaio in maniera tale da renderlo nudo.

Ricordate che più ridurrete la moto “ai minimi termini” più efficace sarà l’operazione di restauro e il risultato finale.

Ripristino della verniciatura

Prossimamente pubblicherò un articolo sulle tecniche di restauro della carrozzeria. Per il momento mi limiterò a descrivere i principali passi da seguire per riportare le sovrastrutture allo splendore di un tempo.

Iniziate dal telaio, esso va prima di tutto sverniciato tramite sverniciatore chimico oppure tramite sabbiatura. Io consiglio quest’ultimo metodo perchè il risultato finale sarà di sicuro migliore e poi, anche se non si dispone della pistola adatta, ci sono un’infinità di aziende che con pochi soldi possono farlo al posto vostro (ad esempio ditte di verniciature industriali di ringhiere, cancelli, etc.).

La cosa importante da ricordare è che bisogna proteggere la punzonatura dei numeri di telaio che potrebbe essere troppo spianata dopo la sabbiatura e le sedi dei cuscinetti di sterzo. In questo caso consiglio di fabbricarsi una protezione usando due dischi di metallo con diametro maggiore di quello dei cuscinetti di sterzo forati al centro. Poi basterà metterli sopra e sotto al cannotto con una barra filettata che li terrà insieme, due dadi e il gioco è fatto! (vedi disegno seguente)

Dopo che lo avrete portato “a ferro”,va effettuato un controllo ed eventualmente il restauro delle ammaccature o delle crepe presenti andando quindi a stuccare oppure saldare le parti danneggiate.

Fatto questo va passato un fondo protettivo che, una volta asciutto, andrà leggermente carteggiato dopodichè si potrà procedere alla verniciatura vera e propria.

Mi raccomando, reperite una tinta identica all’originale, è fondamentale se vorrete iscrivere la moto al registro storico.

La verniciatura è un’operazione molto delicata che necessita di tanta esperienza e di attrezzature adeguate, dimenticatevi bombolette o simili, pertanto, se ritenete di non essere in grado o non avete gli strumenti adatti, affidatevi ad un professionista del settore.

Le stesse operazioni di sverniciatura e riverniciatura, vanno effettuate su tutte le parti di carrozzeria in ferro(comprese le superfici esterne del motore) e sulla bulloneria.

Cercate delle ditte che effettuino trattamenti superficiali come zincatura, brunitura, pallinatura o cromatura, dato che saranno operazioni molto frequenti.

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