MOTO D’EPOCA: LAVERDA 750

Scritto da Fra | 8 marzo, 2010 9:53

La produzione di questa fantastica motocicletta inizia alla fine degli anni ’60, prima con un modello di 650c.c. seguito subito dalla più famosa versione da 750c.c.

Con questo modello, la casa vicentina fece un grossissimo passo avanti rispetto alla sua abituale produzione di moto di piccola cilindrata(ricordiamo l’ultima “piccola”, un bicilindrico di 200c.c.).

La moto infatti era mossa da un grosso bicilindrico parallelo raffreddato ad aria con un singolo albero a cammes in testa che già a prima vista, dava subito un senso di potenza, robustezza ed affidabilità.
La moto uscì in diverse versioni, la “GT” (GranTuristica) seguita subito dopo dalla versione sportiva, la “S” e poi la mitica “SF”(Super Freni) che riuscì a contrastare per diversi anni la concorrenza giapponese.
Di quest’ultima fu prodotta anche la versione Competizione, la “SFC” appunto, con cui diversi piloti riuscirono a distinguersi nelle gare per moto derivate dalla serie sbaragliando le altre concorrenti grazie ad una ciclistica granitica, ad un motore potentissimo e dotato di un’ottima affidabilità.

Gli unici difetti erano un baricentro un po’ troppo alto, vibrazioni sostenute e il peso un po’ sopra la media, ma visti nell’ottica del periodo di produzione non rappresentano gravi pecche del modello.
La moto ancora oggi detiene una buona posizione nella classifica delle moto d’epoca più ricercate avendo rappresentato una pietra miliare della produzione motociclistica italiana.

2 risposte a “MOTO D’EPOCA: LAVERDA 750”

  1. antonio sansoni scrive:

    ho visto le foto delle MOTO LAVERDA. Nulla da dire per la SF ma potevate mettere una foto di una SFC originale e non di una replica, per giunta fatta pure male.
    BYE Antonio

  2. enzo curto scrive:

    è sempre stata la mia passione giovanile! Ho avuto modo di condurla, ma non ne ho mai posseduto una! Bellissima comunque e dai commenti di cui sopra, ho avuto conferma di aver ammirato una bella moto, anche se sono stato da sempre un “guzzista”.

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